Gelmini e il web 2.0

<<Chi apre le porte a una scuola, chiude quelle di una prigione>> diceva Victor Hugo. Oggi verrebbe da dire l’incontrario. Verrebbe da dire, ma non ci possiamo aspettare questo dai nostri politici. In parlamento, a parte qualche insulto e qualche rissa, nessuno sembra essere ne troppo contrario ne troppo daccordo alla riforma. Tra dichiarazioni accusatorie di disfattismo e repliche di dialogo dopo il must di cancellare i tagli, bisogna dire che non ci sono fanatici pronti a tutto per difendere gli interessi degli uni e quelli degli altri.


In strada e in internet invece si respira un altro clima. Salendo sugli autobus e cercando di ascoltare le conversazioni la parola scuola salta sempre in primo piano. Dalla vecchietta che, tenendo stretta la borsa con circospezione, dice

“Eh, ma ai miei tempi che c’era la maestra unica andava bene. Lì con la bacchetta, sa. Se non ti andava bene qualcoza, zac, punito! Ah sì…”

e il giovane studente senegalese che sostiene di

“essere uguale agli altri, e perché il mio fratellino dovrebbe fare un test di italiano per imparare l’italiano?”

non mancano la varietà di opininioni. Anche il Sabato pomeriggio nelle vie del commercio la città “per bene” non si risparmia nel dar giudizi:

“ Brava la Gelmini! Basta a sprecare i soldi per le maestre” e “Poi tanto, se fai una privata non c’é la maestra unica, vero?”.

Insomma, le strade e i luoghi pubblici si sono riscoperte luoghi di democrazia -quella aperta a tutti. Ma c’è un problema. Le parole che si sentono in giro si trasformano spesso in luoghi comuni. E così non si riesce a capire qual’é il limite tra scienza e finzione, tra frasi vere o quelle per imbrogliare il prossimo. O quelle innocentemente dette ma comunque sbagliate. Come si risolve questo problema? Come si può fare democrazia informata? Internet.

Mai come ora c’è da fidarsi di social-networks e blogs che stanno raccontando e spiegando non solo la protesta, ma anche le ragioni degli uni e degli altri. L’onda impazza soprattutto su internet. Si può dire che è nata da lì.

Su facebook si sono creati un centinaio gruppi contro la Ministra e anche qualche decina che si trovano decisemente a favore. Poi ci sono i gruppi anomali dai titoli assai colorati: “Quello che si vogliono fare Maria Stella Gelmini”, “No Gelmini Sì Tomini” (con comparazione tra la politica Pdl e il tipico formaggio italiano), “Trovate qualcuno che si tro”…ecco e così via.

Nel profilo della ministra ci sono 7.807 sostenitori. Tra i tanti commenti leggiamo quello del convinto fan Greg Tersalvi

“allora… qualcuno non ha ancora capito che non è che perchè adesso si scopre che mariastella ha fatto l’esame a catanzaro crolla tutto… la riforma poteva farla gelmini, tremonti, topolino o roosevelt… la riforma è la riforma! e chissenefrega di spulciare la vita privata dei nostri ministri… siete sempre i soliti comunisti pettegoli”

e un altro di Fabrizio Frosio che senza una virgola dice:

Destra Libertaria sta appoggiando il suo operato e per me che sono di Salo’ e un piacere oltre che un dovere dire agli italiani che era ora che si mettesse mano al gran casino che c’e’ nella scuola e riportare ordine e disciplina e mano rigida con i bulli e con gli insegnanti fannulloni che potete trovare tutti i giorni su you tube mentre invece di insegnare fumano o leggono il giornale con stima profonda per il suo coraggio”.

Nei gruppi dei No alla Gelmini, che hanno sulla decina di migliaia di sostenitori su Facebook, troviamo messaggi totalmente opposti. Dino Agate fa presente le dichiarazioni di Berlusconi

Da Repubblica.it: MILANO (5 novembre) – Il premier Silvio Berlusconi commenta la Finanziaria intervenendo all’inaugurazione del salone del Ciclo e Motociclo a Fiera Milano e spiega: «Devo ammettere una mia colpa, non mi ero accorto che nella Finanziaria 134 milioni sono stati tolti alla scuola privata cattolica. Cercheremo di non toglierli». Il premier ha sottolineato che «è una libertà per tutti – ha detto Berlusconi – che ci sia una scuola privata per le famiglie che abbiano a cuore lo studio dei loro figli anche secondo determinati valori”,

mentre il londinese ormai emigrato Christian Pochettino scrive

Mi spiace tanto ragazzi…vivo in Inghilterra da parecchi anni, mi sono laureato qua e sono costantemente bombardato da offerte di lavoro…sono con voi spiritualmente…ma a Torino non ci torno per quanto mi piaccia…
Spero che la vostra lotta serva a cambiare qualcosa…che non sia semplicemente un altro mattone nel muro ma una mattonella sulla strada della vittoria.
”.

Il web fa politica e informazione.

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